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Copertina di Analisi di stabilità e interventi di stabilizzazione dei pendii

Analisi di stabilità e interventi di stabilizzazione dei pendii

I metodi all'equilibrio limite usati nella pratica professionale e i principali interventi di stabilizzazione, ingegneristici e di ingegneria naturalistica, con applicazioni su casi reali.

Lingua
Italiano
Autore
Filippo Catanzariti – Maurizio Ponte
Editore
Ingenium Press
Edizione
2025
Pagine
304
Normativa
NTC 2018

Il volume

La finalità del testo è presentare, in modo semplice, i più di diffusi metodi per l’analisi di stabilità e le principali tecniche di stabilizzazione dei pendii, in accordo con le vigenti Norme Tecniche. Spesso, nella pratica professionale, i progettisti che devono affrontare il problema dell’analisi di stabilità di un pendio e della progettazione degli interventi di stabilizzazione si ritrovano a doversi orientare tra scelte non facili e immediate, principalmente per ciò che riguarda i modelli da utilizzare e i metodi di analisi da adottare, da cui discendono, poi, le scelte progettuali sulla tipologia di intervento. Tali difficoltà scaturiscono, da un lato, dalla necessità di ricorrere a modelli talora estremamente semplificati per descrivere situazioni reali di grande complessità, dall’altro, dalla disponibilità di un quadro conoscitivo spesso basato su dati poco numerosi e di scarsa qualità. Com’è noto, la Norma attribuisce al Progettista una notevole responsabilità: “Il grado di sicurezza ritenuto accettabile dal Progettista deve essere giustificato sulla base del livello di conoscenze raggiunto, dell’affidabilità dei dati disponibili e del modello di calcolo adottato in relazione alla complessità geologica e geotecnica, nonché sulla base delle conseguenze di un’eventuale frana”. In altri termini, per poter definire “accettabile” il grado di sicurezza, il Progettista dovrà, quindi, effettuare una serie di scelte determinanti basate sui dati disponibili, come detto spesso quantitativamente e qualitativamente scarsi, e sull’affidabilità dei modelli adottati. Il testo si propone di fornire, a partire da un’analisi critica degli indirizzi delle Norme Tecniche sulle Costruzioni e della Circolare Ministeriale, una panoramica approfondita sui principali metodi per le analisi di stabilità dei pendii, basati sull’approccio dell ’”Equilibrio Limite”, i cosiddetti “Limit Equilibrium Methods” (LEM), evidenziando gli inevitabili limiti che la loro applicazione comporta, sia in termini “fisici” di definizione dei modelli geologici e geotecnici, che in termini “matematici”. Sulla base delle analisi condotte, poi, sarà possibile concepire gli interventi di stabilizzazione più idonei in ossequio alla Norma, che per essi prevede che “devono essere definiti l’entità del miglioramento delle condizioni di sicurezza del pendio e i criteri per verificarne il raggiungimento”. Viene, quindi, proposta una serie di interventi di stabilizzazione adottabili in un ampio spettro di situazioni (opere di sostegno, ancoraggi, drenaggi), evidenziando, per ciascuno di essi, i vantaggi che ne conseguono in termini di miglioramento delle condizioni di stabilità. Per completezza, seppur non sempre riconducibili alla categoria degli interventi di stabilizzazione, vengono trattate le principali tecniche dell’“Ingegneria Naturalistica”, evidenziandone vantaggi e limiti di utilizzo. Infine, nell’ultima parte del testo, vengono illustrati alcuni esempi relativi ad interventi di stabilizzazione che potranno essere utili nell’orientare il Lettore nelle scelte progettuali in situazioni analoghe.

Il volume è pubblicato in solo formato digitale: si sfoglia online da telefono, tablet e computer, ed è arricchito con contenuti video e assistente AI integrato. Non esiste edizione a stampa.

Indice

  1. 1 NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI 2018
  2. 1.1 Principi fondamentali
  3. 1.2 Evoluzione della normativa antisismica
  4. 1.3 Stati Limite
  5. 1.4 Definizione della pericolosità sismica
  6. 1.5 Stabilità dei pendii naturali
  7. 1.6 Verifiche di sicurezza
  8. 1.7 Interventi di stabilizzazione
  9. 1.8 Analisi di stabilità dei pendii naturali in condizioni sismiche
  10. 1.9 Risposta sismica locale
  11. 1.9.1 Categorie di sottosuolo
  12. 1.9.2 Condizioni topografiche
  13. 1.9.3 Spettro di risposta elastico in accelerazione
  14. 1.9.4 Spettro di risposta elastico in accelerazione delle componenti orizzontali
  15. 1.9.5 Amplificazione stratigrafica e topografica
  16. 2 METODI DI ANALISI DI STABILITÀ DEI PENDII
  17. 2.1 Frane
  18. 2.1.1 Nomenclatura di un movimento franoso
  19. 2.2 Meccanismi di rottura
  20. 2.3 Parametri caratteristici del terreno
  21. 2.4 Resistenza al taglio dei terreni
  22. 2.5 Condizioni drenate e non drenate
  23. 2.6 Azione sismica
  24. 2.7 Metodi di analisi di stabilità all’equilibrio limite (LEM)
  25. 2.7.1 Metodo di analisi all’equilibrio limite
  26. 2.7.2 Analisi di stabilità di un pendio indefinito
  27. 2.7.3 Metodo delle strisce
  28. 2.7.4 Ricerca della superficie critica di scorrimento circolare
  29. 2.7.5 Ricerca della superficie critica di scorrimento poligonale
  30. 2.7.6 Metodi con superficie di scorrimento circolare
  31. 2.7.7 Metodi con superficie di scorrimento poligonale
  32. 2.7.8 Pendii in roccia
  33. 2.8 Verifiche in condizioni sismiche: il metodo degli spostamenti
  34. 2.8.1 Metodo di Newmark
  35. 3 INTERVENTI DI STABILIZZAZIONE
  36. 3.1 Muri di sostegno
  37. 3.1.1 Muri a gravità
  38. 3.1.2 Muri a mensola
  39. 3.1.3 Valutazione della spinta in condizioni sismiche
  40. 3.1.4 Verifiche agli Stati Limite Ultimi SLU dei muri di sostegno
  41. 3.2 Gabbionate
  42. 3.2.1 Dimensionamento
  43. 3.3 Terre rinforzate ed armate
  44. 3.3.1 Criteri di progettazione
  45. 3.3.2 Dimensionamento di massima
  46. 3.3.3 Calcolo di verifica terre rinforzate ed armate
  47. 3.4 Paratie.
  48. 3.4.1 Paratia libera
  49. 3.4.2 Paratia ancorata
  50. 3.5 Pali
  51. 3.5.1 Tipologie di pali
  52. 3.5.2 Pali sollecitati da carichi trasversali
  53. 3.5.3 Carico limite relativo all’interazione fra i pali ed il terreno laterale
  54. 3.6 Ancoraggi
  55. 3.6.1 Dimensionamento
  56. 3.7 Riprofilature
  57. 3.7.1 Verifiche di stabilità
  58. 3.8 Trincee drenanti
  59. 3.8.1 Caratteristiche delle Trincee Drenanti
  60. 3.8.2 Funzionamento
  61. 3.8.3 Criteri per il dimensionamento
  62. 3.8.4 Stima del tempo necessario per il raggiungimento della nuova condizione
  63. 3.8.5 Verifica dell’efficienza idraulica dei terreni
  64. 4 INGEGNERIA NATURALISTICA
  65. 4.1 Cause ed effetti dell’erosione
  66. 4.1.1 Erosione calanchiva
  67. 4.1.2 Scorrimento incanalato
  68. 4.1.3 Aree percorse dal fuoco
  69. 4.2 Definizioni e settori di intervento
  70. 4.3 Materiali utilizzati
  71. 4.3.1 Materiale vegetativo vivo
  72. 4.3.2 Materiali organici inerti
  73. 4.3.3 Materiali di sintesi
  74. 4.3.4 Altri materiali
  75. 4.4 Le principali tecniche di Ingegneria Naturalistica
  76. 4.4.1 Inerbimenti mediante semine e idrosemine
  77. 4.4.2 Piantagioni di talee o piantine
  78. 4.4.3 Fascinate e viminate vive
  79. 4.4.4 Gradonate vive
  80. 4.4.5 Grate vive
  81. 4.4.6 Palificate vive di sostegno
  82. 4.4.7 Gabbionate vive
  83. 4.4.8 Materassi rinverditi
  84. 4.4.9 Rivestimenti
  85. 4.4.10 Opere di regimazione idraulica
  86. 4.5 Errori frequenti nelle tecniche di Ingegneria Naturalistica
  87. 4.5.1 Non corretta gestione del sito di intervento
  88. 4.5.2 Non corretto utilizzo di materiale naturale vivo
  89. 4.5.3 Non corretto utilizzo di materiale naturale “morto”
  90. 4.5.4 Non corretto utilizzo del materiale inerte
  91. 4.5.5 Non corretto utilizzo di materiale tradizionale e sintetico
  92. 5 APPLICAZIONI
  93. 5.1 Scavo in presenza di falda
  94. 5.2 Scavo su argilla in condizioni non drenate
  95. 5.3 Pendio sommerso in condizione di rapido svaso
  96. 5.4 Verifica di stabilità su muro a gravità
  97. 5.5 Stabilizzazione con pali di un pendio
  98. 5.6 Muro in terra armata
  99. 5.7 Pendio in terra rinforzata
  100. 5.8 Stabilizzazione di un pendio in roccia mediante chiodatura
  101. 5.9 Verifica di stabilità in condizioni sismiche